Trasporti eccezionali, sul Dpr 31 del 12 febbraio 2013 CNA-Fita, ANNA e AITE hanno scritto al ministro delle Infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi e al vice Vincenzo De Luca. Di seguito, il testo della lettera.

Egregio Ministro, Illustre Vice Ministro,

con la presente rappresentiamo la nostra preoccupazione per le possibili forti criticità operative che le imprese si troveranno a sopportare a seguito dell’imminente entrata in vigore delle modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 16 Dicembre 1992, n. 495, in materia di veicoli eccezionali e trasporti in condizioni di eccezionalità.
Come noto il DPR 31/2013 entrerà in vigore il 3 Giugno 2013 attuando una serie di provvedimenti in materia.

La lunga ed articolata attività di elaborazione che ha portato al DPR 31/2013, muoveva da alcune necessità evidenziate dal comparto, tra cui quella di “rendere le procedure più armoniche con le esigenze operative della categoria”.
A tal proposito, in questo periodo, va dato atto del difficile ed encomiabile lavoro svolto dai competenti dirigenti del Ministero nonché della loro eccezionale disponibilità nel confronto con le imprese, sostanziata anche da un impegno ad individuare le possibili soluzioni per una “migliore utilizzazione” del parco veicolare esistente.
Nonostante ciò, il risultato finale che si delinea con l’applicazione del DPR 31/2013, è quello di una pesante penalizzazione dell’utilizzo del parco veicolare esistente per il quale, a causa delle particolari caratteristiche tecniche di gran parte dei veicoli in disponibilità alle imprese, non sarà “più” possibile conseguire l’autorizzazione “periodica”.

Ci riferiamo in particolare ai trattori-motrici eccezionali per massa a cui, in base alle nuove disposizioni normative, “sembrerebbe” preclusa non solo la possibilità di conseguire l’autorizzazione periodica ma anche la “singola” e la “multipla” escludendoli, pertanto, dal conseguimento di qualsiasi tipo di autorizzazione e, conseguentemente, rendendoli completamente inutilizzabili: il danno a livello operativo ed economico per le aziende che operano nel settore dei T.E. sarebbe incalcolabile.
Di fatto, ante DPR 31/2013, l’autorizzazione periodica, per i suddetti veicoli, era già preclusa ma, l’anomalia che intendiamo denunciare e che penalizza esclusivamente le aziende, è la seguente:
il parco veicolare esistente, è stato individuato in funzione delle modalità di concessione delle autorizzazioni che gli enti preposti, seppur in difformità da quanto previsto dalla norma, per 20 anni hanno rilasciato secondo una prassi consolidata e mai, da nessuno, messa in discussione nel tempo.
Una palese corresponsabilità che, al di là dell’ingiustizia che le conseguenze siano pagate esclusivamente dalle aziende di autotrasporto, con penalizzazioni onerose ed immediate dato il ritiro da parte di Società Autostrade e Concessionarie delle autorizzazioni in essere senza la previsione di nessun risarcimento, mette ulteriormente a repentaglio la sopravvivenza delle centinaia di aziende che operano nel settore degli eccezionali, l’utilizzo dei circa seimila mezzi a disposizione, il mantenimento al lavoro dei settemila addetti. Molti dei mezzi a cui abbiamo fatto riferimento devono essere ancora pagati e, contestualmente, rendendone impossibile il loro utilizzo, sarà dato il “colpo di grazia” allo stato di profondissima crisi in cui versano le aziende, anche di questo settore, facendole chiudere anzitempo. L’ulteriore conseguenza sarà il completo deprezzamento dell’usato di questa tipologia di autocarri ed il rischio di dissipare completamente il capitale aziendale di molte realtà.

Chiediamo pertanto un intervento urgente per ripristinare nell’immediato le condizioni acquisite e, nel cercare una soluzione che tenga nella giusta considerazione la problematica rappresentata, avanziamo alcune proposte in merito:
1. superare il limite dimensionale dei 2,55 metri di larghezza ed esplicitare un congruo ventaglio di tipologie di merci derivanti, per analogia, dalle classi merceologiche individuate dall’art. 13, comma 2, punto B, lettera “f” = “Elementi prefabbricati compositi” – “Apparecchiature industriali complesse per l’edilizia”;
2. possibilità di introdurre una norma transitoria che preveda la possibilità di continuare a rilasciare le autorizzazioni periodiche per i veicoli che le avevano conseguite in precedenza pur superando i limiti di massa di cui all’articolo 62 del C.d.s. (eccezionali per massa) e ciò sino a quando i suddetti mezzi non verranno sostituiti. In questo caso, Previsione analoga è stata contemplata nell’introduzione del tachigrafo digitale; l’art. 27 del Reg. CE 561/06, introduce l’obbligo, dal 1° maggio 2006, di equipaggiare con il nuovo tachigrafo digitale i veicoli di nuova immatricolazione «……. i veicoli immessi in circolazione per la prima volta dovranno essere muniti di un apparecchio di controllo conforme alle disposizioni di cui all’allegato IB del regolamento (CEE) n. 3821/85». Per gli automezzi immatricolati prima del termine stabilito i nuovi tachigrafi andranno gradualmente a sostituire gli attuali cronotachigrafi analogici dotati di fogli di registrazione cartacei;
3. Salvaguardare la possibilità che i veicoli eccezionali per massa possano continuare a conseguire autorizzazioni “singole” e “multiple”.

Certi del valore sociale ed economico di questo particolare comparto dei trasporti, chiediamo che siano da subito risolte le criticità evidenziate e che, in tempi rapidissimi, si possa arrivare ad una riforma organica dell’art. 10 del Codice della Strada.
Disponibili ad ogni ulteriore chiarimento e collaborazione porgiamo con l’occasione distinti saluti
per le Associazioni di Categoria

CNA FITA – ANNA – AITE

CNA-FITA